Allo SMAU 2009, innovazione senza internet.
La fiera ICT più famosa d’Italia si è svolta, per la 42esima edizione, a Fiera Milano City. I numeri di uscita parlano di quasi 50.000 presenze e oltre 500 espositori. Un risultato da non disprezzare considerata anche la grande difficoltà del momento storico.
Oltre a questo però restano alcune cose che dovrebbero far riflettere…
La prima.
Ad eccezione dei mega stand di IBM, DELL e MICROSOFT, a SMAU 2009 nessuno aveva connessione ad Internet. Non dico solo che non c’era una traccia di una connessione wi-fi per i visitatori ma proprio che gli espositori non avevano, de facto, nessuna connessione ad Internet.
L’organizzazione ti proponeva al massimo l’affitto di una improbabile ed indaguata connessione UMTS (che ovviamente si è saturata rapidamente: Vodafone non ha mai funzionato, Tim andava a balzelli). Nell’era preannunciata del Software As Service e compagnia cantando non dare connettività dignitosa è quantomeno sintmatico di una strada lunga da percorrere… Il digital divide nel centro di Milano?
La seconda cosa che voglio sottolineare, che odora di provincialismo, è l’impossibilità di organizzare conferenze in lingua inglese. Capisco le difficoltà logistiche (se vanno organizzate della traduzioni) ma in ogni caso, essendo i presenti famigerati CEO, CTO, CIO e via a seguire avere degli invitati di livello internazionale dovrebbe esser cosa gradita… o no?
La terza. Le aree dichiarate sono in pratica perse nel kaos degli stand. Non si riescono ad intuire dei percorsi e dei criteri con cui sono stati divisi gli stand. Difficile indovinare i percorsi e capire come sono state affiancate le aziende nei due piani della fiera. A parte la presenza esagerata di MS per presentare il nuovo Seven.
La quarta. La struttura è obsoleta. Se Fiera Milano City deve rappresentare l’innovazione la situazione è più grave del prevesito. L’ultima ristrutturazione risale a decenni fa e non si fa il minimo sforzo per nasconderlo. Basta dare un’occhiata ai bagni (orribili) o alle tecnologie (assenti) per la gestione del parcheggio.
Per concludere questo piccolo appunto, devo riconoscere (e lo faccio volentieri) che è da apprezzare l’impegno dell’organizzazione, che in ogni caso sta facendo un lavoro interessante. In particolare:
Quest’anno, sopratutto i primi due giorni, erano presenti molti visitatori con “cognizione di causa” e non solo curiosi perditempo.
Quest’anno il livello dei workshop si è alzato. Si è trattato di argomenti tecnici e non ci si è limitati solo alle presentazioni commerciali dei soliti noti che provano a vendere l’ormai noioso set di CRM ed ERP.
Quest’anno uno spazio alle start-up ha mostrato alcune cose curiose ed interessanti.
Siamo ancora lontani da una fiera dell’innovazione comparabile con altre fiere del settore, magari anche utile alla PMI italiana, ma la scelta di non riferirsi al popolo caccia gadget è difficile e speriamo sia utile.
Tra gli assenti ingiustificati spiccano: HP, Siemens, Telecom, Vodafone e SAP.
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