Monica, pediatra
Premetto che la scelta di un pediatra è cosa complessa di cui non ho esperienza se non quella che racconto. Vorremmo trovare qualcuno a cui affidarsi, senza dover ogni volta assicurarsi che quanto ci ha detto corrisponde alla cosa pià giusta da fare, ma per ora ancora la nostra ricerca non ha dato ottimi risultati. Non so voi.
Credo pero’ sia importante dare qualche strumento a chi deve scegliere, cosi’ per avere qualche criterio in più e magari essere utile al prossimo.
Vi raccontiamo perchè non vi consigliamo la Dottoressa Monica
Il primo pediatra l’abbiamo scelto a caso, da una lista, senza nessuna idea o suggerimento di amici. Il sorteggio (coadiuvato da un po’ di ricerche on-line) ci ha portati a scegliere Monica, Presidente di un’associazione di Pediatri molto nota.
Vedevamo molti suoi articoli in giro per la rete dai quali ci siamo fatti un’idea di una persona attiva e pure un po’ di sinistra (quindi speravamo di avere una possibilità in più di trovare un’affinità nei metodi di giudizio). Questi purtroppo non si sono verificati essere dei parametri giusti…
Le presentazioni e le prime visite sono andate bene, cordiali e disponibili.
I dubbi sono venuti quando di fronte ad un problema della bimba -3mesi-, che aveva vomitato una volta ed era agitata, lei ci fa parlare solo con la segretaria, per telefono, e ci indica di somministrare il Gaviscon in gocci.
Il farmacista ci sconsiglia di dare quel farmaco ai neonati. Dalle indicazioni e posologia risulta non adatto ai neonati (per una questione di peso, il dosatore non permette nemmeno di somministrare una quantità cosi’ piccola). La bambina ha solo avuto un piccolo conato di vomito e la sera già stava bene. Decidiamo quindi di non obbedire al pediatra e di non darle niente.
Come neo genitori scegliere di fare di testa propria, contraddicendo quanto suggerito dal pediatra, è cosa decisamente impegnativa; preferiremmo evitare ed avere la possiblità di discutere le problematiche con il dottore ma questo non risponde al telefono e quando si riesce ad intercettare risulta infastidito dalle nostre, magari noiose, domande.
La seconda occasione in cui l’approccio un po’ troppo allegro, a nostro avviso, nella somministrazione di medicinali importanti è avvenuto quando, di fronte ad una tosse secca e due giorni di febbre (questa volta con visita in ambulatorio), ci viene suggerito di prendere una dose di cortisonico (Bentalan).
Anche questa volta la terapia consigliata dalla pediatra, a base di cortisone, risultava sconsigliata da altri pediatri amici, da molte chiacchere on-line e dai nonni.
Andiamo da un altro peditra, noto nel vicinato per la sua serietà (il Fani di Brozzi), che ci suggerisce una terapia a base di un antibatterico e un po’ di supposte per rafforzare le difese immunitarie. Anche questa volta, la bambina è guarita in qualche giorno.
Queste esperienze dirette, unita ad una sensazione di disinteresse e poca passione per il suo lavoro (forse lo fa da troppi anni, forse troppo dedicata alle discussioni pubbliche) ci hanno fatto decidere di cambiare pediatra.
Devo ammettere che sono rimasta sorpresa della lettera in cui mi sono imbattuta oggi e avrei anche piacere di confrontarmi con chi l’ha scritta. Ma pichè non c’è l’autore di questo post e poichè sono convinta che il rapporto che deve legare una famiglia e il pediatra di famiglia per tanti anni deve essere un rapporto di fiducia reciproca, che si stabilisce e si conferma nel tempo, credo che la famiglia abbia fatto bene ad affidarsi ad un altro professionista.
Sono comunque disponibile per chiarimenti, anche on line, viste le accuse che mi vengono mosse senza possibilità di replica, dato l’anonimato.
Monica (XXX)
(Il commento è firmato ma abbiamo ritenuto di cancellarne i riferimenti personali)
Purtroppo, per ragioni legate alle difficoltà e alle coincidenze della vita, è sempre mancata la possiblità di affrontare le questioni al momento in cui si sono presentate; spesso ci si limitava ad una telefonata o ad una visita senza riscontri successivi, di fretta e immersi tra tanti altri problemi.
Sarebbe stato più semplice per entrambi e forse più utile ad una crescita reciproca, ma adesso che le strade sono divise, abbiamo solo la possiblità di un confronto pubblico, che potrà, forse, essere di qualche utilità per altri genitori.
In particolare è interessante vedere come il messaggio sia arrivato direttamente a coinvolgere la Dottoressa, e sono contento di poter pubblicare un suo commento.
Aggiungo anche che qualsiasi ulteriore messaggio che la Dottoressa vorrà inviarci, sarà pubblicato direttamente; mantenendo di questa discussione la dimensione pubblica.
Se lo riterrà opportuno inoltre potrà anche firmare i messaggi che al momento sono stati anonimizzati.
Ovviamente avremmo piacere ad entrare nel merito…
Esiste un ostacolo insormontabile che mi impedisce di “entrare nel merito”. Lei sa con chi sta dialogando, io purtroppo no.
M.